Comunicato stampa

A BRESCIA PARTE IL PROGETTO SAN FRANCESCO CONTRO LA MAFIA

Le segreterie della Filca Cisl di Brescia e Val Camonica Sebino: “Subito una legge di riforma degli appalti pubblici contro tutte le mafie nel nome di Epifanio Li Puma”.

La Filca Cisl di Brescia e della Val Camonica Sebino riuniscono i direttivi e rilanciano l’allarme mafia nell’edilizia. Il 19 marzo alle 10.00, nella Sala Savoldi del palazzo comunale di Piazza della Repubblica 1, i dirigenti e i delegati dei lavoratori dell’edilizia danno il via nel bresciano al Progetto San Francesco, il programma della Filca – la categoria cislina degli edili –  contro la mafia in Lombardia, in vista dell’Expo. Sarà proprio l’appuntamento del 2015 il banco di prova anche della capacità di impedire il rafforzamento della mafia e della n’drangheta nei vari settori industriali ed economici della regione, ad oggi grande preoccupazione del sindacato. “Il Progetto San Francesco è il luogo politico dove formare e fare incontrare i sindacalisti dell’edilizia, e si spera anche di tutte le altre categorie, con i lavoratori di polizia, i Questori, i Prefetti, e gli altri protagonisti sociali per fermare la mafia in Lombardia” – così Battista Villa, Segretario Regionale della Filca e responsabile bresciano della categoria, ricordando che il Progetto San Francesco è stato siglato a Milano lo scorso 22 gennaio dai segretari generali della Cisl Gigi Petteni per la Lombardia e Maurizio Bernava per la Sicilia, insieme ai corrispettivi della categoria degli edili Renzo Zavattari e Santino Barbera. “Oggi è urgente applicare alla società il grande insegnamento morale e l’eccezionale esperienza del pool antimafia di Nino Caponnetto, unendo negli intenti e nelle pratiche tutti coloro che operano per il bene delle famiglie e delle comunità: poliziotti e sindacalisti, imprese e banche, associazioni di solidarietà e mondo della cultura, soprattutto adesso con i rischi causati dalla crisi”. Adesso il Progetto San Francesco è stato siglato dal Siulp – il sindacato più importante della Polizia di Stato – a sottolineare l’emergenza mafia anche in Lombardia, mentre la proposta di riforma di legge sugli appalti è dedicata ad Epifanio Li Puma, sindacalista ucciso dalla mafia il 2 marzo del 1948 in Sicilia, una settimana prima di Placido Rizzotto, impegnato nella lotta alla mafia del feudo. Ancora oggi non sono stati trovati né i mandanti né gli esecutori dell’omicidio Li Puma, nonostante sia stata aperta per indagarne le dinamiche e i moventi la Commissione Bicamerale antimafia del Parlamento nazionale. “Ad Epifanio Li Puma dedichiamo la nostra idea di riforma, ricordando anche gli altri 140 sindacalisti assassinati perché non vollero rimanere in silenzio contro la mafia: tracciabilità totale dei flussi finanziari, con un conto corrente unico per ogni cantiere dell’Expo o delle piccole opere territoriali di connessione; Obbligo di dichiarazione dei realizzatori in sub appalto all’atto di partecipare alla gara; Certificazione antimafia per tutta la catena dei realizzatori l’opera; Responsabilità sociale delle imprese realizzatrici l’opera; Obbligo di assunzione nella filiera dell’opera dei lavoratori  che dovessero essere licenziati a causa di chiusura dell’impresa coinvolta in indagini antimafia” –Dichiarano uniti i vertici territoriali della categoria Battista Villa per il territorio bresciano e Sara Piazza per la Val Camonica. “Il nostro territorio può sembrare libero dalla presenza della mafia, ma se con attenzione  si osserva caso per caso è evidente che le organizzazioni criminali sono attive e forti anche nelle nostre valli, almeno con il ricatto dell’usura e con lo spaccio di droga, soprattutto cocaina” – continua Sara Piazza – “per combattere la mafia non servono né i proclami né i salotti, ma una profonda attività di animazione culturale nelle scuole, diffondendo insieme, sindacati e poliziotti, magistrati e insegnanti, i valori costituzionali e di giustizia che hanno animato persone come Li Puma, Falcone e Borsellino o Giorgio Ambrosoli ucciso proprio a Milano dalla mafia nel 1979”.

Alessandro De Lisi

Responsabile Progetto San Francesco contro la mafia.


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